E così anche lei sta aspettando…

Sala d’attesa per pensieri di burro

Ho un incantesimo. Maggio 19, 2009

Archiviato in: Personale nostalgia del presente — katres @ 10:48 pm

Avresti dovuto vedermi.

Sentivo che tra gli altri, c’erano i tuoi occhi ad accarezzarmi.
Tu dovevi guardarmi ballare per scacciare ogni veleno. Mi avresti inseguita, corteggiata, stretta su un fianco. Dovevi invitarmi, sfiorarmi e vedermi scappare via.
Avrei voluto desiderarmi con i tuoi occhi.

E tu, tu avresti dovuto riprendere tutto.
Con il tuo sguardo dovevi svelare le parti più nascoste, dovevi prendere di me quello che esiste solo quando ti tengo dentro e crearne un’immagine.
Avrei voluto toccarmi con i tuoi occhi.

 

Immobile Maggio 10, 2009

Archiviato in: Personale nostalgia del presente — katres @ 11:10 pm
Gennaio 2007
Vedremo col tempo (che, come dici tu, è assolutamente relativo),
ma è già troppo tempo che le cose mi sfuggono,
anzi che mi sfugge il senso delle cose.
Così forse sarà il caso di affrontare seriamente la situazione.
A presto

"Lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni."
 

Non fatemi crescere Maggio 6, 2009

Archiviato in: Uncategorized — katres @ 10:08 am
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Una bella mostra sui bambini, sulle idee che proiettiamo su di loro, su quello che vorremmo che capissero senza chiedere e quello che non riusciamo a preservare.

The Puppet Show - Via del Vecchio Politecnico, 7 MILANO - Dal 6 al 10 maggio, dalle ore 11 alle 19

The Puppet Show - Via del Vecchio Politecnico, 7 MILANO - Dal 6 al 10 maggio, dalle ore 11 alle 19

 

L’amore eterno Maggio 1, 2009

Archiviato in: Personale nostalgia del presente — katres @ 11:02 pm
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“Si sono amati sopra ogni cosa. Lei non vedeva altro, neanche me. Quando ero piccolo sentivo che il suo sguardo cercava in me qualcosa di lui. Da quando mio padre è morto, continua a chiamarmi con il suo nome.”

Sono stata in un angolo tutta la sera ad ascoltarli. L’ho guardata ridere. Bella come non l’ho mai vista. Rideva mentre mi raccontava di come ogni sera lui chiude gli occhi sul divano, fingendo di non avere sonno. E ho guardato lo sguardo di mio padre che la accompagnava complice.

- Noi stiamo bene così. È proprio bello ritrovarci la sera, sul divano, con la nostra coperta e sapere che state bene, ognuno con la sua vita, anche lontana, ma bella. Ci basta questo. E spero che ci vada sempre così bene, perché voglia mai iddio che uno dei due stia male. Cioè, se mi sento male io, chi lo sopporta? – Io?! – Sì, tu certo. Solo il fatto di vederti sempre così triste… Mi dicevano quando eravamo fidanzati “Ma perché Cesare è sempre così triste? Ha così tanti debiti?” – E ride.

Ero quasi invisibile stasera. Ma non mi dispiace essere cresciuta così. Affatto.

Mi hanno regalato l’idea che, per sopravvivere, l’amore prescinde ogni cosa: i figli, i problemi, lo sconforto e la voglia di libertà.

Certo che li ho visti piangere, urlarsi contro, rivendicare libertà mai concesse e sacrifici fatti solo per la famiglia.

Ma lei ride ancora. E lui la guarda incantato. Da più di quarant’anni.